Quando qualcuno si comporta in maniera particolarmente grossolana c’è l’usanza di apostrofarlo come ‘scaricatore di porto’, come se il lavoro del carico e dello scarico della merce sia una bazzecola che chiunque possa fare in totale sicurezza ed efficienza. Niente di più sbagliato: questo è infatti un lavoro ad alto rischio per la sicurezza degli addetti e che richiede di seguire moltissime regole per essere eseguito senza incidenti e in poco tempo. Solitamente le operazioni di scarico e di carico sono affidate a dei magazzinieri appositamente formati, ma sono sempre maggiori i casi in cui l’azienda ricevente domanda all’autista la movimentazione della merce anche oltre alla semplice banchina di arrivo. Questa prassi, però, può risultare molto pericolosa, proprio perché l’autista non è tenuto a conoscere tutte le norme di sicurezza di tale operazione. Per ‘dare una mano’ amichevolmente, per fare un favore all’azienda, o per velocizzare il ritmo, succede però piuttosto sovente che persone non preparate finiscano per scaricare dei pellet dai rimorchi, utilizzando macchine per sollevamento carichi e carrelli elevatori, senza magari avere nessuna delle cognizioni necessarie. Le possibilità di causare dei danni, sia alle persone che alle cose, aumentano quindi esponenzialmente.

Caricare o scaricare un camion nel modo corretto non è però unicamente una questione di sicurezza: per ridurre i prezzi di trasporto, l’inquinamento e il numero di viaggi necessari, negli ultimi anni l’operazione della preparazione del trasporto su gomma è diventata una vera faccenda da esperti. Se per esempio fino a qualche tempo fa il lavoro dei magazzinieri e dei trasportatori era rivolto al floor-fill, ovvero a riempire perfettamente il pianale dei rimorchi con i pellet, ora si sta passando al cube-fill, anche detto riempimento volumetrico. In questo secondo caso, i pellet vanno dunque riposti uno sopra l’altro, rispettando però la mescolanza tra carichi pesanti e leggeri, e stando ben attenti a rispettare l’equilibrio necessario per la condizione ottimale del camion. Sembra facile, ma non lo è per niente: i rimorchi sono diversi uno dall’altro, così come lo sono i pellet e le merci da trasportare. Nemmeno il peso netto caricabile rimane costante di caso in caso: a mutare questa cifra concorrono infatti moltissimi fattori, come il tipo degli allestimenti dei rimorchi, il materiale con cui sono fatte le sponde, la presenza di più serbatoi nella motrice, il tipo di copertura e l’eventuale influenza della pesante sponda idraulica posteriore. Proprio per tutti questi motivi, l’approccio del riempimento volumetrico ha imposto lo sviluppo di un software in grado di definire, di volta in volta, le istruzioni per effettuare un carico. Anche nel campo del trasporto su gomma è stata così introdotta la figura dell’esperto di carico – il parallelo del classico responsabile di carico del settore navale – il quale si trova per forza di cose costretto a tenere un database aggiornatissimo sulle caratteristiche di rimorchi e merci. Insomma, il lavoro del magazziniere è diventato una continua sfida, paragonabile alle più difficili – ma anche più divertenti – partite a Tetris.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Armo

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